Prospecta Formazione
conLaterlite
Foto dalle slide del prof. Denny Coffetti

Webinar · 22 ottobre 2026 · Il resoconto

Malte da ripristino per il calcestruzzo armato:
dalla diagnosi alla durabilità.

Diagnosi, normativa e soluzioni per la durabilità delle opere

Due ore online sul ripristino delle strutture in calcestruzzo armato: il percorso dalla diagnosi del degrado ai principi della UNI EN 1504 con il prof. Denny Coffetti, malte e sistemi di protezione con l’ing. Matteo Papini di Laterlite, e le domande degli iscritti. Qui trovi le registrazioni divise per capitoli, le slide e il quaderno per ripassare.

Si è svoltoGiovedì 22 ottobre 2026
FormatoWebinar online, 10:00-12:00
Crediti2 CFP
In collaborazione conLaterlite

Com'è andata

La mattinata come si è svolta

L’apertura, le due relazioni e il question time, nell’ordine in cui si sono tenuti. Le durate sono misurate sulla registrazione; dall’integrale è stato tolto solo il minuto di attesa per il passaggio della condivisione dello schermo fra i due relatori.

2relatori
95slide da scaricare
2 h 07di registrazione disponibile
37capitoli navigabili
OrdineInterventoStatoDurata
AperturaApertura dei lavoriMarcella IannoneSvolto2 minGuarda ›
Intervento 1Diagnosi del degrado e principi normativi per il ripristino del calcestruzzoProf. Denny CoffettiSvolto1 h 03 minGuarda ›
Intervento 2Materiali e sistemi per il ripristino e la protezione delle strutture in calcestruzzoIng. Matteo PapiniSvolto46 minGuarda ›
DomandeQuestion time e chiusuraDenny Coffetti e Matteo PapiniSvolto15 minGuarda ›

Sequenza, durate e contenuti sono ricavati dalla registrazione integrale e dalle slide proiettate.

Il convegno

Prima la diagnosi, poi il materiale

Il 22 ottobre 2026 si è tenuto online il webinar «Malte da ripristino per strutture in calcestruzzo armato», organizzato da Prospecta Formazione con Laterlite e moderato da Marcella Iannone.

Il prof. Denny Coffetti, dell’Università degli Studi di Bergamo, è partito da una domanda frequente, «quale malta mi consigli?», per mostrare che un ripristino durevole non comincia dal prodotto ma dalla causa del degrado. Ha ripreso i meccanismi di corrosione delle armature per carbonatazione e per cloruri, ha passato in rassegna i principi della UNI EN 1504-9 e si è soffermato su due condizioni di riuscita: il controllo del ritiro della malta e il dimensionamento del protettivo superficiale.

L’ing. Matteo Papini, product specialist di Laterlite, ha mostrato come si sceglie il materiale: consistenza della malta secondo estensione, spessore e geometria dell’intervento, classi della UNI EN 1504-3, malte per preparare il supporto ai rinforzi in FRP e FRCM, malte fibrorinforzate e sistemi di protezione secondo la UNI EN 1504-2, chiudendo con pacchetti di intervento e casi realizzati.

Nel question time i relatori hanno risposto alle domande arrivate in chat: protezione catodica delle armature, traspirabilità dei protettivi, rivestimenti per vasche, betoncini e pulizia delle barre.

Gli interventi

Rivedi ogni relazione, dal punto che ti serve

Per ogni parte: il video, la sintesi, i capitoli che portano il video al minuto giusto e, per le due relazioni, le slide in PDF.

Apertura dei lavori

Marcella IannoneProspecta Formazione

Marcella Iannone, di Prospecta Formazione, ha aperto il webinar, presentato i due relatori e ricordato come funzionano i crediti formativi e la chat per le domande.

  • Il webinar rilascia 2 CFP per ingegneri, architetti, geometri e periti industriali.
  • Per l’accreditamento valgono i dati del modulo di iscrizione e il collegamento alla piattaforma, che rileva ingresso e uscita: non serve alcun check-in.
  • Le domande ai relatori si scrivono in chat durante il webinar; le risposte arrivano nel question time finale.

Diagnosi del degrado e principi normativi per il ripristino del calcestruzzo

Prof. Denny CoffettiUniversità degli Studi di Bergamo

Il prof. Denny Coffetti ha sostenuto che un ripristino efficace non comincia dalla malta ma dalla causa del degrado: rilievo, sospetto diagnostico, diagnosi definitiva, strategia secondo i principi della UNI EN 1504-9 e solo alla fine il progetto, con materiali, posa, dettagli costruttivi e controlli. Ha ripreso i meccanismi di corrosione delle armature per carbonatazione e per cloruri, ha passato in rassegna i principi della norma e si è soffermato su due condizioni di riuscita: il ritiro compensato e la progettazione del protettivo superficiale.

  • Il percorso di progetto va dal rilievo al sospetto diagnostico e al piano d'indagine, poi alla diagnosi definitiva (cause e severità del danno), alla strategia secondo i principi UNI EN 1504-9 e infine al progetto: il prodotto è l'ultimo passo.
  • La velocità di corrosione è governata dal più lento di quattro processi: anodico, catodico, conduzione nel calcestruzzo e conduzione nel metallo, che è sempre chiusa. Agire anche su uno solo degli altri tre rallenta la corrosione.
  • Con la carbonatazione il pH del copriferro scende da circa 12,5 a circa 8-9 e la corrosione è generalizzata; con i cloruri la corrosione è localizzata e profonda e parte oltre una soglia critica di circa 0,3-1% sulla massa del cemento nelle strutture aeree, un ordine di grandezza più alta nelle strutture totalmente immerse.
  • Il ritiro della malta da ripristino è sempre contrastato da substrato e armature: l'intervento non si fessura se la precompressione da espansione contrastata più la resistenza a trazione resta almeno pari allo sforzo di trazione da ritiro impedito (σc + ft ≥ σt). Preparazione del supporto, rete di contrasto oltre 35 mm di spessore e maturazione umida sono a carico del progettista.
  • Una malta R4 ricostruita con un copriferro reale di 10 mm in classe XC4 si carbonata in circa 12-20 anni: per allungare l'intervallo di manutenzione il protettivo superficiale va dimensionato con il parametro SdCO2, che nell'esempio proiettato deve valere almeno 32 m.

Materiali e sistemi per il ripristino e la protezione delle strutture in calcestruzzo

Ing. Matteo PapiniLaterlite, product specialist ripristino calcestruzzi e rinforzi strutturali FRP

Matteo Papini ha mostrato come si sceglie il materiale per ripristino, rinforzo e protezione del calcestruzzo armato: consistenza della malta in funzione dell'estensione dell'intervento, dello spessore e della geometria dell'elemento; classi R2, R3 e R4 della UNI EN 1504-3 affiancate da altre marcature della serie UNI EN 1504. Ha poi presentato la gamma RureGrout, le malte fibrorinforzate e i sistemi di protezione secondo la UNI EN 1504-2, chiudendo con pacchetti di intervento e casi realizzati.

  • Per un ripristino locale serve una malta tixotropica; per un intervento generalizzato fino a 50-60 mm si sceglie tra tixotropica e colabile in base alle condizioni di cantiere e alla geometria; oltre si passa al betoncino colabile, cioè una malta colabile con aggregato più grosso.
  • Prima di un rinforzo con materiali compositi la preparazione del supporto è decisiva: malte a grana fine (0-1 mm) prima dell'FRP, che vuole un supporto liscio; malta a grana normale (0-3 mm) prima dell'FRCM, che richiede un supporto ruvido.
  • La rasatura sotto il protettivo conta quanto il protettivo: se è poco traspirante rischia di vanificare l'intervento. Per questo la RureGrout R2 Finish è marcata anche UNI EN 1504-2 (MC-IR).
  • Per strutture aeree in contatto saltuario con acqua piovana si usano pitture acriliche (spessore medio 200-300 µm); per elementi soggetti a percolamento continuo di acqua e cloruri, malte polimero cemento bicomponenti (spessore medio 2-4 mm).
  • Da un protettivo si chiedono SdCO2 alto, SdVapore basso, basso assorbimento capillare, buona adesione al calcestruzzo e capacità di crack bridging statica e dinamica.

Question time e chiusura

Denny Coffetti e Matteo PapiniModera Marcella Iannone, Prospecta Formazione

Nel question time i due relatori hanno risposto alle domande arrivate in chat: protezione delle armature, traspirabilità dei protettivi, rivestimenti per vasche, betoncini, malte tixotropiche e pulizia delle barre. Le domande rimaste senza risposta in diretta ricevono risposta via email.

  • La messa a terra delle armature non modifica il processo corrosivo; la protezione catodica, con anodi sacrificali o a corrente impressa, sì, ed è usata soprattutto nelle infrastrutture.
  • Per evitare muffe e condense conta il valore Sd al vapore del protettivo: secondo il prof. Coffetti la norma fissa un limite di 5 metri e più il valore è basso, più il sistema traspira.
  • Per una vasca con livelli variabili non si sceglie un prodotto a priori: contano compatibilità con il fluido, protezione del calcestruzzo, crack bridging e idoneità all’immersione continua.
  • La pulizia delle barre anche dietro l’armatura è decisiva e va controllata dalla direzione lavori; per verificarla a campione bastano specchietti da dentista.

Per chi ha partecipato

Il quaderno del webinar

Uno spazio di ripasso costruito sulle slide e sulla registrazione. Per ogni relatore trovi il video diviso in capitoli, le schede che ricostruiscono il ragionamento, gli esempi da riascoltare e le domande per verificare che cosa è rimasto.

Apri il quaderno
  • Video per capitoliOgni relazione si apre dal punto che ti serve
  • Schede di ripassoIl ragionamento di ogni relatore, con rimando alla slide e al minuto
  • Domande con rispostaPer verificare che cosa è rimasto
  • Le domande degli iscrittiLe risposte date in diretta, in sintesi
  • Scheda di lavoroLe domande del webinar applicate al tuo intervento

Materiali

Le slide dei relatori

Le presentazioni proiettate durante il webinar, una per relatore.

Prospecta Formazione

I prossimi corsi e webinar

Il calendario dei corsi e dei webinar con crediti formativi per architetti, ingegneri, geometri e periti industriali.

Vai a prospectaformazione.it